Se ci avete seguito nelle scorse puntate e sui nostri canali social conoscete già le storie di Chinnamma e Kanaka.
Un destino comune che sembrava senza uscita. Giovani vedove entrambe, con due figli piccoli da mantenere e lavori saltuari e precari con cui raccogliere poche rupie insufficienti per una vita dignitosa eppure da tenere con le unghie e i denti.
Nessuna possibilità di mandare a scuola i figli. E per questo siamo intervenuti noi con il programma di sostegno a distanza.
Nessuna possibilità di un lavoro stabile. Anche qui, grazie a voi abbiamo potuto cambiare, in meglio, la loro vita.
E tutto grazie a due “carretti”.
Chinnamma che si arrangiava raccogliendo l’immondizia, ora ha un carretto di vendita frutta e verdura: una piccola impresa, con cui può vivere in serenità accanto alle figlie di 8 e 10 anni.
Kanaka che pagava un affitto spropositato per un carretto di street food quasi distrutto, ora ne ha uno tutto suo: può guardare al futuro con meno ansia e aumentare i suoi guadagni.
Tutto questo è stato reso possibile grazie al vostro intervento. Ora abbiamo altre 200 donne (e famiglie con loro) da sostenere sulla via dell’autonomia e dell’emancipazione.
Bastano 100 € per una macchina da cucire,  150 € per un banco frutta e verdura come quello di Chinnamma, 500 per un carretto street food come quello di Kanaka. E poi ci sono tanti altri strumenti di lavoro per cui basta veramente poco.

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